Il mio rapporto con i soldi è stato sempre molto sofferto e improntato su una logica di scarsità. Non me ne vogliano i miei genitori ma questo aspetto – come tutto il resto – lo assorbiamo prima di tutto dalla nostra famiglia di origine.

Vivere a risparmio

I soldi quando ero piccola “non erano mai abbastanza”.

Di viaggi ne ricordo pochi. Idem per le uscite a pranzo o cena.

Non mi hanno mai fatto mancare nulla i miei genitori eh? Di quel che era necessario avevo tutto: una casa, cibo sano, giocattoli quanto bastava e un’educazione di ottimo livello.

Ma ho netto il ricordo che se per caso mi intestardivo per avere quella cosa extra, il regalo in più, la cavolata dell’edicola, l’accessorio che avevano tutte a scuola, la risposta era sempre “NO, costa troppo”. E ricordo come fosse ieri la mia grande frustrazione e delusione.

I soldi andavano risparmiati per ‘le emergenze’.

Insomma ho vissuto per tantissimi anni sulla mia pelle questa sensazione di scarsità, che ovviamente ha influenzato le mie scelte per molto tempo: sempre misurata negli acquisti, ponderata nelle scelte, e con un occhio al conto in banca con l’ansia di dover chiedere soldi a qualcuno e fare il famigerato ‘debito’.

La mia convinzione più radicata era che per fare soldi bisognasse lavorare sodo, fare fatica e risparmiare quasi tutto, per evitare di restare al verde.
Pensavo che questo fosse normale.

La svolta

Il mio primo punto di svolta è stato senza dubbio il libro The Secret che, per chi non l’ha letto, tratta in maniera molto approfondita il tema del denaro come energia. Su quelle pagine ho imparato dei concetti che per me sono diventati fondamentali, e che riassumo qui:

  • Che i miei pensieri influenzano tantissimo il mio rapporto con il denaro e la sua presenza (o assenza) nella mia vita

  • Che creando un buon rapporto con il denaro ne posso attirarne di più

  • Che è fondamentale sentire gratitudine per ciò che ho ora, invece che avere paura per ciò che potrei non avere più

  • Che è importante sintonizzarmi su ciò che rappresenta l’abbondanza invece di percepire solo i segni di scarsità attorno a me

  • Che il denaro è energia e in quanto energia non ha limiti: per la vita / l’universo, che tu guadagni 1.000€ o 1 milione è esattamente uguale, e che sono io ad auto-limitarmi pensando di ‘meritarmi’ solo 1.000€

  • Che appena mi rilasso nei confronti del denaro e invece di sentire tensione nel corpo sento rilassamento, i soldi iniziano a fluire

  • Che non è compito mio preoccuparmi di come il denaro mi arriverà, perché l’universo ha molta più fantasia di me

  • Che devo creare fluidità nell’uscita del denaro per permettere che ci sia fluidità anche in entrata

So che per molti sembreranno dei concetti astratti e penserete: ‘si, pare facile’, ‘figurati se basta il pensiero positivo’…Infatti è così: non è ‘facile’, non sono delle formule magiche per diventare ricchi, sono delle nuove modalità di pensiero a cui abituarci e per le quali serve destrutturare prima di tutto i nostri pensieri abituali nei confronti di un tema molto centrale nelle nostre vite e nella nostra cultura. Tutt’altro che facile. Ma possibile.

Imparare a desiderare per imparare a ricevere

Anche l’approccio di Igor Sibaldi sul denaro mi ha reso le cose molto più semplici in fatto di soldi.

Nella sua tecnica dei 150 desideri, Sibaldi spiega molto bene come per la vita i soldi non esistono, perché sono un costrutto umano, ma si tratta soltanto di energia e ribadisce che quando esprimiamo un desiderio non abbiamo da pensare a ‘quanto costa’, ‘come farò a recuperare i soldi per averlo’, e non dobbiamo nemmeno ‘desiderare i soldi per…’ perché i soldi sono un in più.

Lui consiglia di concentrarsi su ciò che vogliamo in maniera libera e illimitata dall’idea del valore in denaro, perché essendo energia non è ‘importante’ contarla. Puntiamo al desiderio, e i soldi arriveranno.

Insomma tanta roba da integrare dentro di sé.

Ma quel che per me ha funzionato di più, come sempre, è stata l’esperienza personale che ha iniziato a modificarsi.

Andando a sgretolare piano piano le mie convinzioni di base – ‘per fare soldi bisogna fare fatica’, ‘i soldi non sono mai abbastanza’, ‘potrei rimanere senza soldi quindi devo risparmiare’ – e lanciandomi qualche volta ‘nel vuoto’ con spese un po’ più azzardate e togliendomi qualche soddisfazione, ho iniziato a vedere che le cose non andavano poi così male come ero abituata a pensare.

Attenzione: non sto parlando di ‘sperperare’ (anche questo comunque è un concetto su cui pesa un giudizio molto negativo) ma di spendere in maniera sensata, calibrata alle mie necessità e bisogni, senza trattenermi continuamente, senza il terrore di sforare il budget.

E sapete di cosa mi sono accorta?

Che anche se in certi momenti mi pareva di fare delle spese pazze – ad esempio quando ho comprato casa – i soldi poi sono sempre rientrati.

Che la paura che avevo in quel momento, poi spariva dopo un po’, e passati 6 mesi, un anno, mi dicevo: cavoli ho fatto quella pazzia ma alla fine sono ancora qui, sono ancora in piedi.

Fiducia nella vita

Una cosa che mi ha aiutata ancora di più, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo in cui ho perso gran parte dei miei introiti lavorativi, è stata invece, oltre a quello che avevo già sperimentato, una grande fede nella Vita.

Leggete questo passo e ditemi se non è una lezione di Mindfulness anzitempo!

“Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?

Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?

E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?

Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.

Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso”.

Matteo 6, 24-34

Nel momento in cui riesci ad affidarti, a sapere che ci sarà sempre cibo sulla tua tavola, ad essere certa che i soldi che spendi da una parte – se spesi in maniera sensata – entreranno da un’altra, ad avere fiducia illimitata nell’universo e nell’abbondanza sapendo che c’è tanto per tutti. Ecco, in quel momento secondo me dentro di te si rilassa qualcosa che permette a questa energia di attraversarti, e fluire dentro e fuori di te, proprio come tutto il resto.

Avere questa mentalità mi ha permesso di passare da un lavoro dipendente a un lavoro freelance. Se non avessi fiducia nella vita, credetemi, avrei mollato dopo 1 anno perché con questo lavoro non ho alcuna certezza e se non avessi sviluppato un buon rapporto con i soldi sarei costantemente sotto pressione.

Questo non significa che io non risparmi, che non sia attenta al prezzo delle cose che acquisto, ma ho un po’ meno ansia nello spendere, so quando posso azzardare e quando attendere e soprattutto mi ricordo di ringraziare ogni cliente dentro di me, perché mi permette di fare il lavoro più bello del mondo e di ricevere i suoi soldi con il sorriso sulle labbra: le sue e le mie!

PS: il prossimo libro che vorrei acquistare su questo tema è di Gabriele Policardo e si chiama ‘Anche i soldi hanno un’anima’, se lo leggete prima di me fatemi sapere se apre dei mondi interessanti :)

Possiamo lavorare assieme sul tema del denaro, affrontandolo con lo Yoga e un lavoro sul Primo Chakra, sede dell’abbondanza che può essere bloccata. 

Per saperne di più…

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